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I nuovi linguaggi della formazione: intervista a Franco Amicucci
04/02/08
Formazione 2.0

Fonte: Scuola di Sistema - Confindustria

Blog, wiki, tag, social network, second life: nuovi strumenti e tecnologie si fanno strada nel panorama della formazione. Intervista a Franco Amicucci, sociologo, formatore e collaboratore di importanti multinazionali e grandi gruppi italiani.

Agli inizi degli anni '80 Alvin Toffler pubblica “The Third Wave” (La Terza Ondata). Con una pennellata del pensiero, Toffler ci rappresenta tre momenti fondamentali della comunicazione umana. La prima ondata è rappresentata dall’introduzione della scrittura, deposito di memoria ed esperienza umana; la seconda ondata è data dalla stampa e dall’avvento della comunicazione di massa; la terza ondata, la più recente, è, infine, rappresentata dalla rivoluzione digitale dell’epoca informatica e coincide con la globalizzazione, di cui è figlia e generatrice al tempo stesso. Internet è la rappresentazione più evidente della terza ondata. Luogo di ''intelligenza collettiva' (P.Levy), luogo di “intelligenza connettiva” (De Kerckhove), la community è sempre più ambiente di apprendimento cooperativo per comunit professionali, gruppi di lavoro, gruppi di progetto. Nelle stesse organizzazioni, l’intranet, integrata con gli strumenti del web 2.0, come blog, forum e wiki, diventa sempre più un “virtual workspace”, un vero e proprio ambiente di lavoro virtuale, dove le persone possono trovare quanto serve loro per lavorare, conoscere, informarsi, interagire. Come si fanno strada questi nuovi strumenti e tecnologia nel panorama della formazione? Ne parliamo con Franco Amicucci, intervenuto su questi temi al I modulo del FORM-IN 2008.

 

Che cosa caratterizza il web 2.0?

 

Il web 2.0 nasce grazie a nuove modalit di programmazione che permettono ad ogni persona di essere contemporaneamente utente e produttore della conoscenza. Se il Time ha assegnato il celebre premio di “Persone of the year 2006” ad un generico You, è stato perché ormai al centro della comunicazione si trova ognuno degli utenti della grande community virtuale. Il web 2.0 è formato da una molteplicit di ambienti e modalit di comunicazione ed è rappresentato da alcune sigle ormai note al grande pubblico ed altre ancora poco conosciute, come blog, wiki, tag, folksonomy, bookmark, social network, RSS, second life, ecc.

Questi ambienti trasformano radicalmente il web che, da regno indiscusso di tecnici e informatici che ne governavano codici e sicurezza, è diventato un luogo aperto, accessibile a tutti, dove è possibile cooperare e condividere, creare e scambiare.

In questi ambienti, popolati di oggetti granulari, riutilizzabili e riaggregabili in una infinit di combinazioni e livelli di utilizzo, ogni sapere viene posto in circolazione per essere a sua volta rielaborato da altri in nuove forme di interazione in rete.

Assistiamo al continuo formarsi di comunit di apprendimento on line, a gruppi orizzontali aperti e a gruppi di collaborazione su ogni ramo della conoscenza umana.
La parola chiave che più rappresenta il web 2.0 è partecipazione.

Quali impatti sulla formazione?

Il mondo della formazione, seppur più lentamente rispetto al mondo della comunicazione di massa, è pienamente coinvolto in questo processo.
Non scompariranno le aule, i corsi a catalogo, le dipense di carta e le vecchie e care tradizioni dei formatori!
Ma la formazione sar un’altra cosa, forse è gi un’altra cosa.
La formazione dell’epoca industriale, quella delle otto ore in aula, con una chiara distinzione di ruoli tra docente/esperto ed allievo, dei lunghi e noiosi corsi e-learning, delle corpose dispense, separata come spazio e tempo dal momento lavorativo, brillantemente definita da Nadio Delai “formazione solida”, sta lentamente dissolvendosi verso nuove modalit di formazione, dove i confini tra momento lavorativo e momento di apprendimento e la separazione dei ruoli del docente e dell’allievo diventano meno rigidi.
Ogni luogo di vita, reale o virtuale, può essere luogo di apprendimento, linguaggi provenienti da mondi apparentemente lontani dai tradizionali luoghi della formazione, come quelli dello sport, dell’arte, della scienza, del sociale, vengono attentamente selezionati ed inglobati nelle nuove modalit di fare formazione, creando felici contaminazioni e potenti metafore di apprendimento.
Sempre per riprendere una definizione di Nadio Delai, andiamo verso una “formazione liquida”, per sua natura pervasiva, permanente, in grado di adattarsi ai tempi, agli spazi, alle culture delle organizzazioni e dei singoli.

Ma l’innovazione più importante che la cultura 2.0 sta generando nella formazione è la partecipazione degli utenti alla costruzione degli “oggetti di apprendimento”. L’utente, singolarmente o in gruppo, ricostruisce frammenti di conoscenze e di esperienze e li rappresenta con i nuovi linguaggi della grafica e del multimedia, partendo da modalit molto semplici come un testo pubblicato nell’intranet, una foto, uno schema, fino ad elaborazioni più complesse, come filmati autonomamente prodotti. L’intranet, le piattaforme e-learning, gli ambienti come second life e youtube, i wiki e i blog possono essere considerate in questo modo le nuove aule dove si formano le persone.

Come cambier il “mestiere” del formatore?

 

La capacit di apprendere ad apprendere e saper navigare nella complessit (oceano) delle informazioni, per non essere travolti dalle “ondate” del cambiamento, dovr essere posta al centro dei programmi formativi di ogni organizzazione.
Più che trasmettere loro nozioni, largamente disponibili e “gratis”, le persone dovranno essere formate a come ricercare informazioni, con quali criteri e filtri, come classificarle e utilizzarle, come condividerle e metterle a disposizione della community e del destinatario. Il formatore dovr quindi trasformarsi da erogatore di contenuti, pacchetti e cataloghi, a regista di processi di apprendimento e di condivisione della conoscenza, ad architetto di ambienti virtuali, ad animatore e regolatore delle dinamiche delle community di apprendimento. L’organizzazione dovr sempre più presidiare il suo patrimonio di saperi in una logica di “cartografia dinamica della conoscenza”, mappe dinamiche, ipertestuali, utilizzabili a diversi livelli e momenti della vita organizzativa, per permettere alla persona di formarsi e informarsi quando serve, nella forma e nei tempi richiesti al momento.

Web 2.0, formazione e comunicazione interna: è possibile attivare un processo virtuoso?


Con il web 2.0 i tradizionali confini tra formazione e comunicazione interna sono destinati a scomparire e le rispettive funzioni si dovranno innovare, integrare, ricomporre.

La quarta ondata sta arrivando. Ognuno di noi può decidere come viverla: osservarla da lontano con il rischio però di esserne travolti, esserne immersi, persino soffocare, oppure decidere di apprendere come cavalcarla (frase un pò retorica, ma rende bene!).

La ricerca e la sperimentazione ci dovranno aiutare a far interagire formazione e comunicazione con il 2.0.

Sar indispensabile apprendere un utilizzo intelligente dei motori di ricerca, dei social bookmarking, dei Feed e RSS per l’autoformazione e l’autoaggiornamento permanente; dei wiki, di second life, dei forum e di tutti gli ambienti di socializzazione e di lavoro comune a distanza per valorizzare la community e l’”intelligenza collettiva” delle organizzazioni; dei blog, del web per comunicare verso il mondo esterno in modo nuovo e coinvolgente; delle mappe cognitive per costruire “cartografie dinamiche della conoscenza”. Questo processo, che possiamo sintetizzare in acquisire conoscenze, valorizzarle e condividerle, per poi erogarle, è sempre stato rappresentato come lineare e sequenziale con ruoli e gerarchie ben definite. I processi che si sono attivati con il 2.0 vengono rappresentati invece con il modello della rete, modello dinamico e tridimensionale, non sequenziale, ma contestuale.

È maturo il tempo della sperimentazione. L’aula non scomparir , ma dovr ridefinirsi come momento caldo, snodo importante di un processo formativo che attiva una pluralit di strumenti.

Le attuali giornate d’aula in poco tempo potranno tranquillamente dimezzarsi, senza nulla togliere all’efficacia del processo formativo, ma in una logica di sinergia con wiki, forum, ambienti di apprendimento cooperativo, second life, pillole formative multimediali. Anche la comunicazione interna si sta rapidamente ridefinendo, in parte integrandosi con i nuovi linguaggi della formazione, in parte rinnovando, con la cultura del 2.0, i tradizionali strumenti, come il sistema delle riunioni, la bacheca, l’house organ e il colloquio faccia a faccia.

Si è aperta una stagione straordinaria, di grandi opportunit . Basta saperle cogliere.