Categories: Leadership Innovativa
      Date: Jan 30, 2009
     Title: Incontro con il Maestro Giorgio Fabbri
Incontro con il Maestro Giorgio FabbriIl direttore sul rapporto tra musica e crescita personale:
"Col metodo MusicMindSystem, attraverso l'ascolto guidato
si potenziano creatività, emozioni, logica e razionalità.
Nel 2009 comporrò musica per migliorare la vita in azienda".


 
All'inizio delle sue lezioni-concerto lei chiede sempre al pubblico a cosa serve la Musica. Ma a lei, personalmente, a cosa serve?
Per me, la musica è anzitutto uno splendido strumento che mi consente di esprimere in modo profondo le mie idee e i miei sentimenti e mi permette di farle arrivare direttamente al cuore delle persone.
L'ascolto e la pratica della musica mi hanno inoltre aiutato a sviluppare la creatività, a potenziare le mie emozioni, come anche a sviluppare le capacità logiche e razionali.
Le forme di pensiero utilizzate nelle appassionanti esperienze concertistiche, compositive e di direzione d'orchestra mi hanno facilitato nell'ottenere positivi risultati anche nell'ambito del management e del marketing culturale.
La musica non è quindi soltanto qualcosa che mi dà piacere, ma è soprattutto uno strumento che mi consente di vivere meglio.
 
Lei ritiene che la musica sia un elemento fondamentale di ogni percorso di educazione e formazione. Come mettere in pratica concretamente questa esigenza nel campo dell'aggiornamento professionale?
Il modello formativo che ho ideato, e che ho chiamato MusicMindSystem®, mira a potenziare le capacità logico-razionali e quelle emozionali della mente, partendo dall'ascolto guidato della musica. Le più recenti scoperte nel campo delle neuroscienze dimostrano infatti che anche il semplice ascolto musicale è un formidabile modo per mettere in movimento un'ampia rete di regioni del cervello, collegate con l'attenzione, la memoria, le funzioni motorie e i processi emozionali.
Dal momento che in realtà nella mente non esistono suoni, ma solo informazioni trasformate in modelli, ascoltare musica, con l'ausilio di un esperto che ne decodifichi forme e contenuti, consente di arrivare a costruire modelli mentali, che possono essere trasferiti e utilizzati nell'ambito della propria professione.
L'efficacia maggiore che ne deriva è quella di imparare a pensare come pensa il musicista, ovvero utilizzando non soltanto la parte razionale e conscia della mente, ma anche quella emozionale e inconscia.
Le neuroscienze dimostrano che è proprio quest'ultima, spesso trascurata in ambito professionale, ad essere più veloce ed affidabile nella costruzione delle idee, nell'effettuazione di scelte decisionali, nella pianificazione di progetti. 
 
In molti luoghi pubblici - supermercati e piccoli negozi, strade, aerei e sale d'attesa - viene diffusa continuamente musica dagli altoparlanti. Come giudica questa abitudine? 
 Ritengo che sia una pessima abitudine, anzi una forma di violenza, che dà luogo ad un vero e proprio inquinamento acustico da musica.
Le orecchie, a differenza degli occhi, non hanno palpebre. E l'inerme ascoltatore, che non ha mezzi per difendersi, deve subire l'ascolto di musica che spesso è di pessima scelta, che è sempre amplificata e quindi non è mai "vera" e autentica, ma filtrata da un mezzo che ne vanifica il contenuto emozionale.
L'invadenza della musica diffusa nell'ambiente finisce per eliminare il silenzio, il momento del riposo e della riflessione, che dovrebbero essere diritti intoccabili.
L'unico ascolto musicale efficace è quello attento e consapevole, soprattutto di musica eseguita dal vivo. Per questo amo molto i musicisti di strada, o quelli che suonano nelle gallerie dei metrò: posso decidere se fermarmi ad ascoltarli, oppure proseguire e tornare nel mio silenzio.
 
Cos'è il silenzio, per lei, e a cosa serve?
Senza il silenzio non potrebbe esserci la musica e, per essere ascoltata, la musica ha bisogno del massimo silenzio. In realtà, tuttavia, anche nel silenzio più estremo, ci sono sempre un suono e un ritmo che ci accompagnano, quelli del cuore e del respiro, che sono i meravigliosi suoni che ci danno la vita.
Il silenzio per me più bello è quello, brevissimo ma d'incomparabile bellezza, che sta tra la conclusione di un brano musicale e l'inizio dell'applauso del pubblico. A volte, quando dirigo un'orchestra, cerco di prolungarne la durata, restando con le braccia alzate quasi a frenare l'applauso, così da assaporare tutta l'eco del brano appena concluso, che si riassume in quell'emozionante attimo di infinito silenzio, a volte più ricco e più intenso delle mille note musicali appena eseguite.  
 
Il 2009 è l'anno europeo della creatività e dell'innovazione. Rispetto a ciò, ha dei progetti particolari per i prossimi mesi?
Continuerò certamente l'appassionante lavoro di ricerca e di formazione con la musica che mi sta regalando molte soddisfazioni, nella direzione di individuare e divulgare innovative e creative modalità di utilizzo della musica nella costruzione del benessere emozionale, relazionale, organizzativo e mentale delle persone che vivono e operano nelle aziende.
In questo contesto, il progetto più innovativo, che rappresenta per me anche una sfida, è quello (commissionato da Amicucci Formazione) di dedicarmi alla composizione di musiche che possano contribuire a migliorare la vita delle persone che vivono in azienda.
L'obiettivo è quello di creare brani musicali a cui le persone possano fare ricorso nei vari momenti di una giornata lavorativa, partendo dal presupposto che la musica, agendo a livello emozionale e cognitivo, possa aiutare le persone ad affrontare le diverse situazioni che incontrano nella vita aziendale. L'obiettivo è certamente ambizioso, ma costituirà anche un'occasione per una verifica e un'applicazione concreta dei principi contenuti nel modello MusicMindSystem®. 
 
In che modo si rapporta alle nuove tecnologie, in particolare agli strumenti web 2.0 come blog, wiki, mms, ecc. nella vita professionale e personale?
Le nuove tecnologie sono ormai compagne abituali anche nella vita professionale dei musicisti, specialmente di quelli più giovani, che si muovono con molta naturalezza tra blog e strumenti web come myspace o facebook.
Le mie frequentazioni più abituali sono quelle con i potentissimi software che consentono di comporre e di scrivere musica tramite computer, di elaborarla e di pubblicarla, con risultati di qualità professionale. Certamente, dal momento che le tecnologie si rivoluzionano rapidamente, è necessario ogni tanto aggiornarsi, ed è quello che farò nei prossimi giorni, partecipando a un corso professionale su nuove tecnologie appena uscite nell'ambito della registrazione e dell'editing digitale. 
 
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L'evento: Excellent execution!
Metodologie: MusicMind System®